Scoperto il gene che porta all’obesità


Il problema dell’obesità è uno dei maggiori drammi che colpisce il mondo occidentale. La principale causa che porta a un aumento di peso eccessivo, si sa, è l’esagerata assunzione di alimenti rispetto ad un’attività fisica che è del tutto insufficiente. Ma un team di studiosi, spinti da una diffusione della patologia sempre maggiore, ha ricercato quali possano essere gli altri fattori che spingono ad un aumento spropositato della massa corporea. Lo scopo dei dottori è quello di dimostrare come anche la genetica possa avere un’effettiva influenza sul funzionamento del metabolismo. Così i ricercatori dell’Harvard Medical School e del Massachusetts Institute of Technology MIT di Boston hanno unito le forze per dare una base scientifica ad una teoria che già da tempo si era fatta largo nel mondo della medicina.

obesità

Ad essere esaminato è un gene, il cosiddetto FTO o meglio conosciuto come il gene della sazietà, che in caso di mutazioni, potrebbe essere in grado di provocare l’obesità. Gli studiosi hanno ricercato una specifica correlazione tra l’area del cervello coinvolta nell’insorgenza dell’appetito e questo particolare gene. Il gene in questione è inoltre in grado di dare il via o bloccare il processo di termogenesi, cioè la produzione del calore in grado di “bruciare” il grasso corporeo anziché accumularlo.

Il gene, in caso di mutazione, sarebbe però del tutto incapace di dare il via al processo di termogenesi, provocando un aumento continuo del livello di grasso corporeo. A questo punto ricercatori hanno tentato di agire direttamente sul DNA con la tecnica della modificazione genetica, così da trasformare il gene FTO mutato in una variante che funzioni normalmente. Un vero e proprio successo: gli studiosi sono così riusciti a far ripartire il metabolismo in maniera corretta con un sufficiente livello di termogenesi abbattendo, quindi, l’accumulo di grasso. Insomma una nuova frontiera per la lotta all’obesità.