L’alimentazione e le abitudini migliori per ridurre il rischio cardiovascolare

Le abitudini alimentari sbagliate aumentano il rischio di malattie all’apparato cardiovascolare, in primis infarto e ictus, che in Italia e nei paesi industrializzati costituiscono la principale causa di morte. Il tipo di alimentazione è in grado, infatti, di determinare ed eventualmente aggravare i fattori di rischio cardiovascolare. Pertanto, bisogna prestare la dovuta attenzione agli alimenti che si scelgono, ricordando che tutti passano, prima o dopo, per il cuore, ricordando che l’alimentazione e la prevenzione cardiovascolare sono strettamente correlate.

I fattori di rischio cardiovascolare

I fattori di rischio cardiovascolare sono quelle cause che, potenzialmente, favoriscono l’insorgenza di malattie alle coronarie e altre malattie degenerative come: tumori e ictus. Tali fattori sono: il fumo, la pressione arteriosa elevata, il diabete, il colesterolo alto, il sovrappeso e la vita sedentaria. La presenza nell’individuo di uno solo di questi elementi, aumenta il rischio di ammalarsi. In caso di contemporaneità di due o più fattori, allora il rischio cresce fortemente. Inoltre, nei soggetti in cui tali malattie si sono già manifestate, allora il monitoraggio di eventuali sintomi e le buone abitudini, anche alimentari, divengono determinanti per il mantenimento di un discreto stato di salute o per evitare che la malattia si aggravi.

Come mangiare per vivere meglio

Un’alimentazione si può ritenere corretta se prevede una varietà di alimenti che contengano, in misure diverse, vitamine e minerali. La dieta mediterranea è l’ideale per la varietà di alimenti disponibili praticamente tutto l’anno, grazie al clima mite. In tutto il mondo, infatti, è risaputo che la cucina mediterranea è quella più sana perché varia e perché impiega prodotti di stagione e prevede una buona quantità di pesce. Quindi, è importante prevedere un po’ di tutto ma nelle giuste quantità, cioè:

  • Legumi, come avena, piselli, fave, fagioli e lenticchie possono essere consumati fino a tre volte alla settimana;
  • Farinacei, come pasta, patate, riso e pane vanno consumati ad ogni pasto ma con moderazione, perché ad alto tasso glicemico. Inoltre, bisognerebbe preferire gli alimenti integrali, perché il ricco apporto di fibre contrastano l’assorbimento dei grassi;
  • Pesce, da non confondere con i crostacei o i frutti di mare che invece contengono un’elevata quantità di colesterolo. Il pesce andrebbe consumato almeno due volte alla settimana per il suo ricco contenuto di grassi buoni come gli omega-3 che proteggono le arterie e agevolano il lavoro del cuore;
  • Carne, presente sì ma preferendo quelle magre e bianche come pollo, tacchino, coniglio, vitello e agnello, mentre tra gli insaccati la bresaola e il prosciutto crudo;
  • Frutta e verdura di stagione va consumata senza limiti, con attenzione a quella con elevato livello di zuccheri;
  • Condimenti, in merito bisogna tenere a mente che l’olio d’olivaè il miglior condimento perché di natura vegetale e contenente grassi che proteggono il funzionamento dell’apparato cardiovascolare.

I comportamenti alimentari da tenere sotto controllo

Invece, tra le cattive abitudini alimentari che bisogna sforzarsi di perdere, troviamo il consumo eccessivo o irregolare di:

  • Sale, che mette a rischio le arterie perché le irrigidisce aumentando la pressione;
  • Dolci, che apportare una quantità di calorie importante e non necessaria;
  • Carni grasse, salumi e insaccati, che vanno limitati perché contenenti grandi quantità di colesterolo;
  • Bevande zuccherine,gassate e

La felicità e il benessere passano per un comportamento equilibrato e non giungono da una vita di privazioni. Ora, se si è in salute e in assenza di patologie croniche o intolleranze, qualche concessione nell’alimentazione è legittima. Importante, però, è la disciplina, l’autocontrollo e il saper “recuperare” gli eventuali strappi di troppo. Pertanto, gli alimenti rischiosi non vanno eliminati ma consumati prudentemente, in assenza di condizioni che ne impediscono il consumo.

Inoltre, bisogna evitare di saltare i pasti. Purtroppo, complice la fretta per la costante mancanza di tempo, a volte si consuma un solo pasto che può prendere questo nome. Ciò provoca un aumento del senso di fame e, di conseguenza, il consumo del cibo in grandi quantità e in poco tempo. Questa situazione determina l’incapacità di bruciare tutte le calorie assunte e, quindi, l’aumento del peso. Infine, è consigliabile di evitare quanto più è possibile il consumo di pasti pronti o confezionati stile fast-food. Infatti, la preparazione di questi alimenti si distingue per l’eccesso di oli e per l’utilizzo di alte temperature, che inducono una combustione dannosa per la salute.

Altre buone abitudini per stare bene

Tra le buone abitudini, da adottare e mantenere, ne troviamo tante, tra cui: considerare il pasto come un momento importante finalizzato al proprio benessere e non come un’azione routinaria alla quale adempiere; cucinare in modo semplice, cercando di dosare i condimenti; prestare attenzione alle tabelle nutrizionali e alla lista degli ingredienti, presenti sugli alimenti; tenere sotto controllo il proprio pesomonitorare il livello del colesterolo nel sangue, in quanto principale responsabile delle malattie cardiovascolari.