La rinite allergica in gravidanza

La rinite allergica è una condizione davvero molto fastidiosa di cui soffrono innumerevoli persone, in modo particolare durante il periodo primaverile in cui il polline tende a cadere da alberi e piante, polline che è infatti un potente allergene. Il polline può senza dubbio essere considerato uno degli allergeni che interessano maggiormente la rinite allergica, ma di certo non l’unico. I fattori che possono scatenare la rinite infatti sono molti altri, come gli acari della polvere, ad esempio, il pelo degli animali, il fumo delle sigarette, la polvere e le sostanze inquinanti purtroppo oggi sempre presenti nell’aria delle nostre città, città che sono infatti sempre più trafficate e che vedono la presenza di sin troppe industrie. La rinite allergica è una condizione fastidiosa perché rende difficile la respirazione e perché regala all’organismo un generale senso di malessere e di spossatezza. Può diventare ancora più fastidiosa inoltre se a soffrirne è una donna in stato di gravidanza.

La gravidanza è senza alcun dubbio uno dei momenti più felici nella vita di una donna, un momento di estrema floridezza, di gioia, di voglia di vivere, un momento in cui le donne si sentono più belle e forti, un periodo che però comporta anche innumerevoli piccoli problemi. Ci sono giornate in cui, specialmente verso la fine della gravidanza, quando il pancione diventa sempre più grande e pesante giorno dopo giorno, le donne si sentono molto stanche e spossate. Non solo, può capitare che non riescano a respirare a dovere perché le vie aeree si fanno più strette. Capite bene che una donna che già soffre di questi piccoli disturbi, non ha molta voglia di cadere anche in una rinite allergica che non fa che aggravarli.

Ma non è tutto, la rinite allergica in gravidanza è ancora più fastidiosa per l’impossibilità di assumere alcuni farmaci. Per coloro che soffrono di rinite allergica avere a disposizione dei farmaci che permettano di calmare i sintomi sino a farli scomparire del tutto è da considerarsi come una vera e propria manna dal cielo, l’unico modo che hanno per riuscire a vivere al meglio la propria routine quotidiana senza quel senso di malessere e di spossatezza che accompagna questa condizione. Le donne in gravidanza però non possono assumere la maggior parte dei farmaci solitamente prescritti per la rinite allergica. Si tratta infatti di farmaci che hanno purtroppo la capacità di attraversare la placenta e di raggiungere quindi il feto, con la possibilità di incorrere in malformazioni.

Per quanto riguarda gli anticolinergici, i test sugli animali non hanno portato ad alcun tipo di effetto negativo in caso di gravidanza, ma per quanto riguarda gli esseri umani non abbiamo al momento ancora dati sufficienti per valutare la situazione in modo accurato. Proprio per questo motivo i medici ne sconsigliano l’assunzione durante il primo trimestre della gestazione, quei tre mesi che sono considerati in assoluto i più delicati, non solo perché sono i mesi in cui gli aborti spontanei sono molto più frequenti, ma soprattutto perché questo è il periodo in cui il feto si forma e in cui quindi ogni genere di sostanza potrebbe creare malformazioni da cui non è più possibile tornare indietro. In seguito invece il feto è ormai formato e il medicinale quindi non ha alcun effetto negativo.

Per quanto riguarda i glucocorticoidi, purtroppo nei test effettuati sugli animali sembrano comportare effetti negativi sul feto, ma attualmente sono sono state segnalate anomalie nell’essere umano. Anche se non esistono segnalazioni, meglio evitarne quindi l’assunzione a meno che non sia assolutamente necessario. Anche i farmaci antistaminici di seconda generazione non sono una valida scelta per le donne in gravidanza, perché anche questi riescono ad attraversare la placenta.

Nel caso in cui una donna in gravidanza quindi incorra nella rinite allergica, la prima cosa da fare è andare direttamente dal proprio medico curante o dal proprio ginecologo, evitando quindi il fai da te ed evitando soprattutto di assumere i medicinali che prima di restare incinta era solita assumere per combattere questa condizione. Solo il medico sa consigliare quale sia il trattamento migliore in base alla condizione della paziente e al periodo di gestazione.