La dieta del gruppo sanguigno


Tra le diete più curiose di cui si sente parlare ogni tanto possiamo annoverare la dieta del gruppo sanguigno, ideata verso la fine degli anni ’90 da un naturopata, Peter D’Adamo, e giunta al successo grazie ad un libro che ha venduto 7 milioni di copie circa, dal titolo “Eat right for your type”.

La dieta del gruppo sanguigno

D’Adamo basò le sue ipotesi sul fatto che le glicoproteine, elementi caratterizzanti i diversi gruppi sanguigni, sono presenti anche nell’intestino e gli enzimi variano la loro attività in base al gruppo di appartenenza. Da qui la sua idea, ovvero evitare i cibi che non vengono ben digeriti perchè non assimilabili dalle nostre glicoproteine. Secondo questi “studi” ad esempio, il gruppo 0, il più antico perchè appartenente ai nostri progenitori, è adatto ad un regime proteico, eliminando totalmente pane e pasta.

Similmente il gruppo A prediligerebbe una dieta vegetariana, il gruppo B può abbondare con formaggi e latticini, e infine gli appartenenti al gruppo AB seguirebbero un miscuglio tra le precedenti diete. Ma cosa c’è di vero in queste osservazioni che pure hanno fatto migliaia di proseliti? Niente, secondo vari studi, tra cui quello condotto dal gruppo del professor Ahmed El-Sohemy, dell’Università di Toronto.

Tutti gli scienziati che si sono dedicati allo studio di queste indicazioni dietetiche sono giunti alle medesime conclusioni, ovvero che gli esiti positivi avuti dai regimi proposti su chi li ha seguiti, non hanno nulla a che fare con i diversi gruppi sanguigni, ma dipendono essenzialmente dalla capacità di adattamento del proprio organismo alle varie diete, ovvero in parole povere tutti noi traiamo beneficio da un regime alimentare sano, che cerchi di limitare l’assunzione di grassi, carboidrati e dolci.

Quindi a prescindere dal gruppo sanguigno è ovvio per esempio che se si mangia solo verdura si perde peso e non si hanno disturbi tipici della cattiva alimentazione, tipo bruciori di stomaco o gonfiore. Tutt’al più si avrà solo tanta fame, se non si segue una dieta controllata. Insomma come in ogni cosa, ci vuole buon senso.