Dieta e stile di vita contro l’osteoporosi

L’osteoporosi è una patologia che colpisce il 33% delle donne con età compresa tra i sessanta e i settanta anni, raddoppiando nella popolazione femminile sopra gli ottanta. Dopo una certa età, infatti, la progressiva perdita di minerali nelle ossa è abbastanza normale, mentre non lo è la perdita eccessiva.

osteoporosi

Si calcola che in tutto il mondo ben 200 milioni di persone soffrano di osteoporosi, di cui ben 75 concentrate in Giappone, Stati Uniti e Europa. Una patologia strettamente collegata all’avanzare dell’età che però potrebbe essere prevenuta con una alimentazione corretta e uno stile di vita caratterizzato in particolare da una attività fisica regolare.  A ricordarlo con molta forza è il Policlinico San Matteo di Pavia, in occasione della Giornata mondiale contro l’osteoporosi.

Proprio in questa occasione, la struttura sanitaria lombarda ha infatti realizzato una guida insieme all’associazione Onda (Osservatorio nazionale salute donna), che è stata redatta dagli specialisti di Reumatologia e del Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica. I medici dell’ospedale pavese, puntano in particolare sulla assunzione di calcio, reputata indispensabile soprattutto nel corso di infanzia e adolescenza, durante la gravidanza, nella fase dell’allattamento e tra i 18 e 30 anni.

Per quanto concerne il fabbisogno giornaliero di calcio, nel caso di un adulto può essere stimato tra gli ottocento e i mille milligrammi, da assumere per mezzo degli alimenti e di acqua. Anche le perdite dovrebbero essere limitate , non solo contenendo le urine, ma anche con una sensibile limitazione del consumo di proteine animali, caffè, sale e solfati. Per quanto riguarda invece la dieta più indicata ai fini di una prevenzione dell’osteoporosi, gli alimenti da includere assolutamente sono il latte, scremato o parzialmente scremato, e i derivati, la frutta secca, gli ortaggi, la soia e i legumi. Va inoltre ricordato che mentre la carne è povera di calcio, il pesce ne contiene almeno il doppio. Una avvertenza assolutamente da ricordare in un paese ove tradizionalmente si consuma molta carne e si trascura il pesce, anche per una evidente questione di costi.